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Museo archeologico in campus

Museo archeologico in campus

Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale



Il MAC è uno spazio espositivo di materiali archeologici conservati all’Università da diversi anni. Il nucleo principale è costituito da vasi figurati provenienti dalle necropoli di Paestum e da una statua romana in marmo – sempre da Paestum – con la rappresentazione di Venere, dati in custodia negli anni Settanta all’Ateneo da Mario Napoli, docente di archeologia e Soprintendente Archeologo delle province di Salerno, Avellino e Benevento. A questo primo gruppo di oggetti si sono aggiunti altri materiali da contesto provenienti dagli scavi condotti dall’Ateneo in altri siti della Campania e conservati nei depositi e nei laboratori dell’Ateneo dove si formano i giovani archeologi nello studio e nella catalogazione dei reperti. Alcuni di questi (da Fratte e Buccino) furono esposti al Rettorato del Campus di Fisciano già nel 2000 in occasione di una mostra sull’Archeologia all’Università coordinata dalla prof.ssa Angela Pontrandolfo.

Qualche anno fa la collezione esposta è stata integralmente riallestita dal prof. Fausto Longo secondo un percorso che segna alcune delle tappe della ricerca sul territorio dei docenti dell’università che si può seguire attraverso numerosi pannelli. Se il nucleo pestano originario è stato sistemato nelle vetrine della stanza del Rettore, altri materiali di scavo sono divisi in due ali del rettorato: la prima, prossima alla stanza del Rettore, racconta attraverso gli oggetti le prime ricerche di archeologia medievale a Capaccio (Castello) e a Salerno (Castello, Palazzo Fruscione e San Pietro a Corte); la seconda (spazi della Direzione Generale) racconta le ricerche condotte nella valle dell’Irno che consentono di conoscere la storia di uno dei tratti finali dell’importante via di comunicazione che collega il Tirreno alla Campania settentrionale: Campus di Fisciano, Rota, Castello di Mercato San Severino, Fratte di Salerno.

L’esposizione è stata possibile grazie ad un accordo – ancora in corso di definizione – con la Soprintendenza Archeologica di Salerno, che esercita la tutela sui materiali in deposito temporaneo presso l’Ateneo, e alla collaborazione di docenti e studenti (dottorandi e specializzandi) del Laboratorio di Archeologia Mario Napoli e del Laboratorio Alphanus.

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