Collezioni ❭ Collezione di carte storiche e vedute
Il fondo cartografico e iconografico custodito presso il DISPAC dell’Università di Salerno si compone di 12 carte storiche (secoli XVIII-XIX secolo) e di 4 vedute (XVIII) che rappresentano – ad eccezione di una carta che raffigura l’Impero d’Allemagna, data alla luce dall’incisore e libraio Paolo Petrini nella strada di san Biagio alli Librari a Napoli (XVIII sec.) – alcune province e luoghi del regno borbonico delle due Sicilie.
I segni impressi nelle carte incise e nelle immagini delle vedute restituiscono un quadro iconografico e iconologico interessante non solo da un punto di vista geografico-territoriale ma anche cartografico. La collezione seppur non quantitativamente rilevante ci permette di ricostruire la storia della cartografia nei secoli XVIII e XIX, a partire dalle carte pregeodetiche del 1794, di stampo maginiano, di Giovanni Maria Alfano annesse alla sua opera dal titolo Istorica descrizione del Regno di Napoli diviso in dodici provincie.
La collezione vanta, inoltre, le carte geodetiche della Reale Tipografia Militare, risalenti al 1831, “compilate ed eseguite”, come si legge nelle 4 carte, da Benedetto Marzolla, eminente cartografo dell’epoca che operò nel reale Officio Topografico. Istituzione, quest’ultima, di altissimo livello scientifico, matematico, topografico e geodetico, fondata da Giovanni Antonio Rizzi Zannoni, a cui si deve il merito di aver realizzato la prima carta geodetica del Regno delle due Sicilie, trasformando i disegni cartografici in dati geodetici.
Completano la collezione 4 vedute disegnate da D. de Laurentiis e incise da Progeni nel 1778, annesse al fortunato volume di Francesco Daniele dal titolo Le Forche Caudine illustrate. L’iconografia della Valle Caudina vista in diverse prospettive (Prospetto della Valle dalla parte della Campania e del Sannio, Costa meridionale e settentrionale) restituisce un particolare tipo di paesaggio culturale che diventa per i viaggiatori del Grand Tour un vero e proprio iconema della classicità: le forche caudine dove, secondo Livio, primi consules propri seminudi sub iugum missii, diventano un genius loci, simbolo di sconfitta e umiliazione ma anche di resilienza e determinazione tanto da richiamare l’attenzione e l’interesse di viaggiatori ed eruditi.
Dalla visione di questo patrimonio documentario cogliamo molteplici informazioni e valori a partire da quelli geografici dove toponimi, segni cartografici, nozioni statistiche restituiscono importanti chiose per delineare la geostoria dei nostri territori, utile per una conoscenza consapevole. La rappresentazione del paesaggio con i suoi simboli culturali che diventano semiofore ci permette di sviluppare azioni di tutela e valorizzazione sostenibile del nostro patrimonio culturale locale materiale e immateriale.